Interrogazione a risposta scritta 4-04236
presentata da MARCO ZACCHERA Gruppo : ALLEANZA NAZIONALE
martedì 3 luglio 2007 nella seduta n.182
Al Ministro degli affari esteri.
- Per sapere - premesso che:
in molte nazioni le nostre ambasciate - per agevolare il flusso dei richiedenti visti o documenti - indirizzano gli utenti verso dei «call center» che predispongono gli appuntamenti;
molto spesso il ricorso a tale sistema implica lunghi periodi di attesa sia per trovare un operatore disponibile che per ottenere numeri liberi;
dopo telefonate che spesso durano decine di minuti cade la linea, si scopre che l'appuntamento è ottenibile solo molti mesi dopo la data necessaria o semplicemente si è invitati a richiamare;
il prezzo delle chiamate è molto ingente soprattutto in nazioni dove la moneta locale non ha il potere di acquisto dell'euro;
a questo procedimento sono obbligati anche i cittadini italiani residenti all'estero che devono servirsi degli uffici consolari per passaporti, pratiche, documenti -:
quali siano le ambasciate italiane che ricorrono a questo sistema, quanto costi al minuto l'attesa telefonica nei diversi paesi;
se il Ministro non ritenga di dover intervenire al fine di ridurre questi costi che sono a volte insostenibili per persone di modeste capacità economiche;
se più in generale venga effettuato un controllo sulla funzionalità e costi dei «call center» anche per stabilire a chi vadano gli ingenti profitti di questo servizio che in alcuni casi avviene addirittura con «call center» esteri rispetto al paese dove si deve contattare la nostra locale rappresentanza consolare. (4-04236)
Interrogazione a risposta scritta 4-04856
presentata da ARNOLD CASSOLA Gruppo : VERDI
mercoledì 19 settembre 2007 nella seduta n.207
Al Ministro degli affari esteri.
- Per sapere - premesso che:
gran parte delle ambasciate italiane all'estero hanno affidato a società esterne la realizzazione di un call-center per prenotare gli appuntamenti dei cittadini stranieri che vogliano ottenere i documenti per il rilascio del visto d'ingresso per l'Italia. Tale soluzione sarebbe stata messa in atto per risolvere il problema delle file disordinate degli stranieri all'ingresso dei nostri uffici consolari;
tuttavia il costo addebitato per ogni chiamata sembrerebbe essere molto elevato e diverso nei vari paesi (per esempio dai 20 centesimi al minuto per Serbia ai circa 1,2 euro al minuto per la Moldavia) -:
se non ritenga opportuno rendere pubblico e trasparente il contratto in essere tra le ambasciate e le società che hanno realizzato il call center e rendere noto in che modo vengano utilizzati i proventi ricavati dalle ambasciate attraverso i call center (che secondo calcoli approssimativi ammontano a più di un milione di euro all'anno per ambasciata).(4-04856)
Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-01390,
Abbinamenti : Atto 5/01389 abbinato in data 01/08/2007
Commissione : III COMMISSIONE (AFFARI ESTERI E COMUNITARI)
Ministero destinatario : MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
presentata da ALESSANDRO FORLANI (Primo firmatario)
Gruppo : UDC
e da LUIGI D'AGRO' Gruppo : UDC
martedì 31 luglio 2007 nella seduta n.198
Al Ministro degli affari esteri.
- Per sapere - premesso che:
la maggior parte delle ambasciate italiane si sono dotate di call center per la prenotazione delle visite dei cittadini stranieri, necessarie ai fini della presentazione dei documenti per la richiesta del visto di ingresso in Italia (per quei Paesi che ne hanno bisogno);
tali call center sono affidati a società esterne e locali che addebitano al cittadino straniero una cifra variabile, a seconda dei Paesi, dai 20 centesimi al minuto della Serbia all'1,2 euro al minuto della Moldavia;
accade spesso che gli operatori dei call center lascino in attesa il chiamante per 20-30 minuti per poi, in più casi, invitare a richiamare;
durante il periodo estivo, quando l'afflusso delle chiamate è maggiore, può succedere che al cittadino straniero vengano addebitate dai 10 ai 30 euro prima di riuscire ad ottenere un appuntamento, magari in Paesi dove lo stipendio medio è di circa 200 euro -:
a quali società e con quali criteri sono stati affidati i call center al servizio delle ambasciate italiane, come vengono utilizzati i soldi addebitati per le chiamate e se non intenda intervenire per superare siffatte disfunzioni che screditano l'immagine del nostro Paese. (5-01390)
Interrogazione a risposta scritta 4-04462
presentata da LUANA ZANELLA Gruppo : VERDI
martedì 24 luglio 2007 nella seduta n.193
Al Ministro degli affari esteri.
- Per sapere - premesso che:
le nostre ambasciate si sono dotate nella maggior parte dei casi di call center per la prenotazione delle visite dei cittadini stranieri;
tali visite sono necessarie per la presentazione dei documenti per la richiesta del visto d'ingresso in Italia (per quei paesi che ne hanno bisogno);
tali call center affidati a società esterne e locali, addebitano al cittadino straniero una cifra che varia (a seconda dei paesi) dai 20 centesimi (es. Serbia) all'1,2 euro al minuto (es. Moldavia) e lasciano in attesa il chiamante per 20-30 minuti, invitando, alla fine della telefonata nella maggior parte dei casi, anche a richiamare;
solo durante il periodo estivo, nel corso del quale l'afflusso delle chiamate è maggiore, ad ogni cittadino straniero vengono addebitati dai 10 ai 30 euro prima di riuscire ad ottenere un appuntamento;
va tenuto conto dei prezzi medi in Serbia per cui queste somme sono molto superiori all'Italia in termini di potere d'acquisto (lo stipendio medio in Serbia è circa 200 euro) infatti, ad esempio, il costo di un operatore di call center e di circa 50-100 euro al mese;
i giornali serbi pubblicano però gli indirizzi ed i numeri di telefono di «agenzie» che si assumono il compito di svolgere queste pratiche a costi però molto elevati -:
se il Governo sia al corrente dei fatti esposti e abbia monitorato il costo medie delle predette chiamate;
se il Governo non consideri necessario chiarire chi introiti l'importo per le telefonate al call center, e cioè se la struttura stessa o - almeno in parte - la nostra rappresentanza in tali paesi e se consideri corretto che i cittadini debbano pagare tali ingenti costi economici solo per avere un appuntamento;
a quali società siano affidati questi call center e con quale criterio siano scelte, se con trattative private o tramite bando pubblico, presso le nostre rappresentanze diplomatiche;
se il Governo non consideri urgente fare chiarezza sulla natura delle cosiddette «Agenzie» che si offrono di seguire a pagamento le pratiche consolari e il loro eventuale legame con il disservizio dei call center. (4-04462)
Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-01389
Abbinamenti : Atto 5/01390 abbinato in data 01/08/2007
Commissione : III COMMISSIONE (AFFARI ESTERI E COMUNITARI)
Ministero destinatario : MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
presentata da IACOPO VENIER
Gruppo : COMUNISTI ITALIANI
martedì 31 luglio 2007 nella seduta n.198
Stato iter : CONCLUSO il 01/08/2007
Al Ministro degli affari esteri.
- Per sapere - premesso che:
le ambasciate italiane si servono attualmente di call-center, gestiti da società esterne e locali, per prenotare gli appuntamenti a quei cittadini stranieri per i quali è prevista la presentazione di documenti indispensabili al rilascio del visto di ingresso nel nostro paese;
i call-center prevedono un addebito per la risposta che oscilla dai 20 centesimi (es. la Serbia) a 1 euro (es. la Moldavia) circa per minuto, con la conseguenza che il cittadino straniero, lasciato per svariati minuti in attesa di risposta, si vede addebitare un costo che può anche raggiungere i dieci euro prima di riuscire ad ottenere un appuntamento;
ciò accade in paesi nei quali la retribuzione media raggiunge circa i 200 euro;
durante il periodo estivo, il numero delle chiamate è sicuramente maggiore in previsione del maggior numero di rilasci di visti per soggiorno -:
quale è il criterio adottato da parte del nostro Governo per la selezione delle società che gestiscono i citati call-center e se i contratti stipulati tra le nostre ambasciate (dei quali si presume sia possibile accedere alla visione) e le stesse siano posti in essere in forza di trattative private o a seguito di regolare bando pubblico. (5-01389)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04421
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 15
Seduta di annuncio: 192 del 19/07/2007
Firmatari
Primo firmatario: D'AGRO' LUIGI
Gruppo: UDC (UNIONE DEI DEMOCRATICI CRISTIANI E DEI DEMOCRATICI DI CENTRO)
Data firma: 19/07/2007
Destinatari
Ministero destinatario:
MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI delegato in data 19/07/2007
Al Ministro degli affari esteri.
- Per sapere - premesso che:
la maggior parte delle Ambasciate italiane si sono dotate di call center per la prenotazione delle visite dei cittadini stranieri, necessarie ai fini della presentazione dei documenti per la richiesta del visto di ingresso in Italia (per quei Paesi che ne hanno bisogno);
tali call center sono affidati a società esterne e locali che addebitano al cittadino straniero una cifra variabile, a seconda dei Paesi, dai 20 centesimi al minuto della Serbia all'1,2 euro al minuto della Moldavia;
accade spesso che gli operatori dei call center lascino in attesa il chiamante per venti-trenta minuti per poi, in più casi, invitare a richiamare;
durante il periodo estivo, quando l'afflusso delle chiamate è maggiore, può succedere che al cittadino straniero vengano addebitati dai 10 ai 30 euro prima di riuscire ad ottenere un appuntamento, magari in Paesi dove lo stipendio medio è di circa 200 euro -:
a quali società e con quali criteri siano stati affidati call center al servizio delle ambasciate italiane e con quali criteri e modalità siano state scelte;
come vengano utilizzati i soldi addebitati per le chiamate;
se non intenda intervenire per superare siffatte disfunzioni che screditano l'immagine del nostro Paese.(4-04421)
Interrogazione a risposta scritta 4-02408
presentata da PIETRO TIDEI
giovedì 26 febbraio 2009, seduta n.141
Al Ministro degli affari esteri.
- Per sapere - premesso che:
l'ambasciata d'Italia in Egitto, si avvale di un call-center per lo smistamento delle telefonate dirette agli uffici per avere informazioni su pratiche varie;
il predetto call-center, è tariffato a carico del richiedente con costo di 0,30 centesimi di euro al minuto, con il risultato che chiunque telefoni agli uffici deve sottostare al pagamento di una vera e propria tassa, prima di poter colloquiare con l'ufficio e l'impiegato interessato;
tale prassi, risulta particolarmente onerosa in alcune fasce orarie colpendo indiscriminatamente cittadini italiani e stranieri che richiedono informazioni ed assistenza -:
chi sia il soggetto gestore del call-center;
in base a quale analisi quantitativa e qualitativa si sia proceduto a tale installazione;
quali siano i vantaggi per l'amministrazione pubblica che derivano da tale procedura;
se sia possibile che per poter colloquiare con la pubblica amministrazione, si debba soggiacere ad una prassi in uso per i numeri commerciali a pagamento;
se sia possibile mettere a punto un sistema di accesso telefonico che non sia dispendioso e che possa aumentare le capacità operative degli uffici a favore dell'utenza.(4-02408)
Interrogazione a risposta scritta 4-02078
presentata da GIANLUCA BENAMATI
mercoledì 21 gennaio 2009, seduta n.118
BENAMATI, BELLANOVA e LOSACCO. -
Al Ministro degli affari esteri.
- Per sapere - premesso che:
quasi tutte le Ambasciate italiane all'estero si sono dotate di call center che gestiscono l'agenda inerente le prenotazioni delle visite dei cittadini stranieri, necessarie ai fini della richiesta del visto di ingresso in Italia (per i Paesi dai quali è richiesto);
tali call center sono affidati a società esterne e locali che addebitano al cittadino straniero una cifra variabile, a seconda dei Paesi, dai 20 centesimi al minuto della Serbia all'1,2 euro della Moldavia;
accade ogni tanto che gli operatori dei call center lascino in attesa l'utente per 20-30 minuti per poi, in più casi, invitare a richiamare così come succede che nel periodo estivo, quando l'afflusso delle chiamate è maggiore, allo stesso vengano addebitate dai 10 ai 30 euro prima di riuscire ad ottenere un appuntamento; per quanto riguarda l'Egitto, ai fini dell'ottenimento del visto, un cittadino può rivolgersi a Il Cairo, presso l'Ambasciata d'Italia o al Consolato Generale di Alessandria;
da indagini recentemente effettuate risulta che, a differenza di quanto capita ad Alessandria, in cui la prenotazione tramite call center per fissare un appuntamento necessario al rilascio del visto è facoltativa, presso l'Ambasciata de Il Cairo, la prenotazione tramite call center (Vodafone) risulta obbligatoria (senza alcuna possibilità alternativa) e costa 2 lire egiziane al minuto, ovvero 24 centesimi al minuto;
ciò in un Paese in cui lo stipendio medio è di 200 euro al mese che si aggiungono al costo elevato del visto stesso (60 euro);
tutto ciò si pone in palese contrasto con quanto affermato dal Ministero degli Affari Esteri, nella precedente legislatura, in risposta alle interrogazioni degli onorevoli Venier (5-01389) e Forlani (5-01390) in cui si sottolineava che il ricorso allo strumento del call center non è obbligatorio per cui all'utente è lasciata sempre aperta la possibilità di rivolgersi direttamente alla Rappresentanza diplomatica per chiedere informazioni ed appuntamenti con modalità più tradizionali -:
se il Ministro sia a conoscenza di quanto sopra esposto e come intenda intervenire per porre rimedio ad una situazione che penalizza fortemente i cittadini Egiziani che desiderano recarsi in Italia sia per turismo che per lavoro e che, in molti casi, non possono permettersi di sostenere dei costi così elevati per l'ottenimento di un visto. (4-02078)
Interrogazione a risposta scritta 4-02056
presentata da MARCO FEDI
martedì 20 gennaio 2009, seduta n.117
FEDI e BUCCHINO. -
Al Ministro degli affari esteri.
- Per sapere - premesso che:
il call center rappresenta uno degli strumenti di informazione e comunicazione per gli utenti i servizi consolari;
concretamente concorre a smaltire un notevole traffico telefonico per quanto attiene alla informazione sia per quanto concerne le procedure che in rapporto alla documentazione richiesta nei rapporti con la pubblica amministrazione dello Stato italiano;
sopraggiungono innumerevoli segnalazioni, da consolati generali, consolati e cancellerie consolari, relativamente a problemi di organizzazione, efficienza e costi dei predetti call centers;
in particolare, pervengono segnalazioni di ritardi, inefficienze e costi esorbitanti dagli utenti il call center della nostra rete diplomatico consolare de Il Cairo in Egitto;
tali segnalazioni riguardano sia l'obbligo di utilizzare il call center per fissare appuntamenti con l'Ambasciata, ai fini della presentazione della domanda di concessione del visto di ingresso in Italia, sia il costo al minuto di tale servizio, che è di circa 30 cent di euro al minuto - quando lo stipendio medio di un egiziano è di 200 euro al mese - che la durata media delle telefonate, determinata in circa trenta minuti, quindi un costo medio di circa 9 euro;
spesso il ricorso obbligato al call center non è risolutivo ed è necessario ricorrere a tale servizio più di una volta per espletare una pratica di visto d'ingresso in Italia -:
se si intenda escludere dal servizio di call center le operazioni di semplice organizzazione di un appuntamento con funzionari consolari per l'espletamento di pratiche già avviate;
se si intenda verificare l'adeguatezza del servizio di call center presso tutta la nostra rete diplomatico consolare ed in particolare presso la rete diplomatico consolare in Egitto;
se si intenda verificare l'adeguatezza dei costi relativi al servizio di call center in rapporto al locale costo della vita per gli utenti i servizi consolari;
se intenda inoltre chiarire l'adeguatezza dei costi di organizzazione e gestione di tali servizi a carico dello Stato italiano. (4-02056)
Interrogazione a risposta scritta 4-01869
presentata da NICOLO' CRISTALDI
venerdì 12 dicembre 2008, seduta n.103
Al Ministro degli affari esteri.
- Per sapere:
se risulti al Governo che per prendere appuntamento con l'Ambasciata italiana de Il Cairo per la richiesta di un visto, il cittadino egiziano deve mettersi in contatto con un call center e che il costo minimo di tale servizio sarebbe di circa 30 centesimi di euro al minuto, quando lo stipendio medio di un egiziano si aggira sui 200 euro al mese;
se al Governo risulti che il call center terrebbe in attesa le persone per circa mezz'ora facendo pagare in media circa nove euro solo per richiedere una prenotazione al fine di consegnare la relativa documentazione per il visto;
se il Governo intenda avallare una situazione di tal genere che se rispondesse a verità si trasformerebbe in una spesa esageratamente pesante per qualunque cittadino egiziano, posto che se si facesse paragone con il nostro Paese, sarebbe come far pagare circa 80 euro solo per chiedere un appuntamento con gli addetti all'ufficio «visti»;
quali urgenti iniziative intenda assumere perché venga eliminata la situazione esposta col presente atto ispettivo.
(4-01869)
Interrogazione a risposta scritta 4-01465
presentata da ANTONIO BORGHESI
mercoledì 29 ottobre 2008, seduta n.074
Al Ministro degli affari esteri.
- Per sapere - premesso che:
i cittadini peruviani per poter entrare nel nostro paese devono richiedere un visto d'ingresso (turismo/per lavoro) presso la nostra ambasciata di Lima consegnando i documenti indicati. Per la consegna di tali documenti i cittadini devono fissare un appuntamento;
l'ambasciata italiana a Lima accetta le prenotazioni per tali appuntamenti attraverso internet solo se fatte presso agenzie di viaggio autorizzate dall'ambasciata stessa. La richiesta di appuntamento che non segue tale procedura risulta sostanzialmente impossibile (file lunghissime appuntamenti dati a distanza di 6 mesi);
risulta all'interrogante che tali agenzie richiedano per la singola prenotazione via internet 25 dollari in un paese dove lo stipendio medio è inferiore ai 200 dollari;
stime attendibili e prudenti (forum internet www.tuttostranieri.it/forum) quantificano il giro d'affari delle prenotazioni internet effettuate presso le agenzie autorizzate dall'ambasciata italiana di Lima intorno ai 2,5 milioni di dollari all'anno;
Francesco Rausi, recentemente nominato ambasciatore in Perù, ha dichiarato il 2 settembre al giornale La Repubblica che si sarebbe trattato di uno «spiacevole errore», costato tuttavia, come detto, circa 2,5 milioni di dollari all'anno a persone non certo abbienti;
come affermato dall'ambasciatore, inoltre i 25 dollari verrebbero restituiti attraverso «sconti sul biglietto aereo da parte delle agenzie»;
è lecito chiedersi rispetto a quale parametro vengano calcolati detti sconti posto che i listini sono fissati dalle stesse agenzie;
è anche legittimo rilevare che nel caso di rifiuto del visto nessuna restituzione è prevista -:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti sopra riportati;
con quale criterio vengono selezionate tali agenzie e come viene rilasciata l'autorizzazione;
se ritenga equa la tariffa pattuita posto che lo stipendio medio a Lima è inferiore ai 200 dollari;
se non ritenga che la restituzione dei 25 dollari sia in realtà fittizia;
come intenda procedere al fine di regolare tale situazione. (4-01465)